Modulo 9 – Ingegneria della formazione 23.9.02
Verificare se nel mio lavoro di diploma (Sito “Babylonia”
http://www.babylonia-ti.ch
) ci sono le seguenti dimensioni:
Premessa:
Dopo aver ricevuto i commenti di Danilo Nussio e Claudio
del Don sulla prima bozza del lavoro, mi è sembrato di capire che il lavoro da
svolgere, oltre che fare una fotografia della presenza delle dimensioni viste
sopra, fosse riflettere su quanto fatto, su come si sarebbe potuto fare
diversamente e su cosa di più si sarebbe potuto fare.
1.
La dimensione Formativa
La dimensione formativa è presente in
modo implicito in tutto il sito, dato che la rivista tratta di “insegnamento e
apprendimento delle lingue”.
Attraverso le letture degli articoli presenti ci si informerà su pensieri,
esperienze e metodologie per l’insegnamento delle lingue.
Nella sezione “WebQuest”,
invece, la dimensione formativa è esplicita perché in essa si insegna il metodo
per creare dei siti per l’apprendimento delle lingue utilizzando materiali
trovati sul web.
All’interno della rivista si
trova spesso un inserto (staccato) chiamato “Didactic pages” (pagine
didattiche). In essi vengono illustrate tecniche specifiche per svolgere certi
compiti.
Vi è stato inoltre un ulteriore
aspetto formativo nel sito quando ho dovuto istruire le persone che si
sarebbero occupate di pubblicare sul web i numeri seguenti della rivista.
Questo ha significato spiegare a
loro la parte progettuale del sito e la metodica per la creazione dei documenti
da pubblicare.
Ho dovuto anche far notare le
anomalie nei programmi usati e le difficoltà riscontrate, in modo che non
dovessero passare attraverso gli stessi ostacoli.
I momenti di riflessione
nell’esecuzione del progetto sono scaturiti per i lavori per il
Moduli 2 (“Esplicitazione delle
esigenze del committente” http://www.ispfp.ch/wpm/docs/ris/corsisti/TatossianH/esplicitazione
)
e per il Modulo 7 (“Sistemi complessi”
http://www.ispfp.ch/wpm/docs/ris/corsisti/TatossianH/modulo7/).
Nel Modulo 2 si è analizzato il
processo di identificazione dei requisiti del sito e nel Modulo 7 si è
analizzato il processo di implementazione di questi requisiti in un sito
pubblicabile, attraverso tutte le sue fasi costruttive.
La divulgazione di questo lavoro
per il Modulo 9 è affidato al mio sito personale, sul server dell’ISPFP, dove
sono pubblicati tutti i lavori, modulo per modulo: (http://www.ispfp.ch/wpm/docs/ris/corsisti/TatossianH/mod9.htm
).
Riflessioni:
Personalmente trovo la rivista
Babylonia molto interessante e molto ricca di contenuti istruttivi.
Anche la formula dei numeri
monografici, che trattano lo stesso argomento da molti punti di vista e lingue
(e quindi culture), lo rende un contenitore di idee nuove e in continua
evoluzione.
Penso che però non abbia la
popolarità e la diffusione adeguata e quindi rimane un mezzo a disposizione di
pochi.
La creazione del sito
sicuramente aumenterà la sua divulgazione, ma anche il sito ha bisogno di
essere conosciuto.
Esiste quindi un aspetto
formativo di un’utenza che deve essere contattata e istruita sulle
caratteristiche del sito e di come lo si usa.
Si dovrebbe pensare a mezzi
supplementari, per entrare in contatto con i potenziali interessati (insegnanti
di lingue, istituti di lingue, istituzioni come biblioteche, forum di studi
sulle lingue, ecc.), per esempio durante dei Convegni, degli incontri a livello
nazionale o internazionale).
E’ chiaro che poi le idee devono
essere rapportate alle disponibilità finanziarie e agli obiettivi prefissati.
Per intanto si sta valutando
un’azione di marketing basata, oltre che sull’invio di lettere personalizzate,
sull’invio di e-mails (ma c’è da creare ancora una banca dati di indirizzi) con
messaggi semi-personalizzati (rivolgendosi a gruppi di utenze, ad esempio
insegnanti di lingue, istituti di lingue o studenti), con una formula più attrattiva
e interattiva del solito e-mail: l’aspetto del mail è già una pagina web e
quindi, praticamente, il destinatario deve solo fare un clic per continuare la
visita al sito (che è il nostro obiettivo).
http://www.babylonia-ti.ch/mailcoll.htm
http://www.babylonia-ti.ch/maildire.htm
http://www.babylonia-ti.ch/mailstud.htm
Per quanto riguarda la
dimensione formativa nei miei confronti, devo dire che ho avuto l’opportunità
di imparare cose nuove leggendo alcuni articoli della rivista, ma ho anche
dovuto imparare nuove tecniche (nel campo dello sviluppo di siti) per poter
trovare le soluzioni ai compiti da svolgere.
E’ chiaro che più si impara e
più ci si rende conto che ci sarebbe altro da imparare, ma non si può fare
tutto subito. L’importante è andare avanti nell’acquisizione di nuove
cognizioni.
Per quanto riguarda l’aspetto
formativo delle persone che dovevano continuare l’ampliamento del sito (con i
numeri successivi della rivista), ho preferito tenere al minimo le cose nuove
che dovevano imparare. Questo per non obbligarli a dover impegnare troppe
energie e tempo, rendendo il loro compito ancora più difficile.
Per cui ho consegnato il lavoro
in modo che le pagine potessero essere “clonate” e adattate ai nuovi numeri.
Rimaneva solo da inserire i
nuovi testi mantenendo la parte strutturale e di navigazione esistente.
Con quel minimo di conoscenza
che avevano già (sarebbe stato molto più difficile spiegare le cose se non
avevano già qualche esperienza, allora si sarebbe dovuto fare un corso
accelerato di Dreamweaver prima di incominciare).
La divulgazione del mio lavoro
per il modulo 9, come detto, è disponibile sul mio sito dei lavori
dell’Istituto. A chi interessa o chi ha interesse a divulgarlo può fare
riferimento ad esso.
2.
La dimensione Progettuale
La dimensione progettuale è
senz’altro presente nella realizzazione del sito Babylonia.
Vi è tutto uno sviluppo a
livello teorico e di diagrammi, per arrivare finalmente al sito definitivo.
Prima di iniziare a concepire il
sito si è eseguito un giro d’orizzonte per individuare esempi esistenti, che
fossero coerenti coi problemi da affrontare.
Poi si sono prese in
considerazioni tutte le variabili possibili e si è cercato di sintetizzarle a
quelle essenziali.
Durante lo sviluppo del
progetto, per ragioni tecniche o concettuali, l’impostazione è stata modificata
varie volte.
L’uso di diagrammi di flusso ha
permesso di visualizzare lo stato del progetto, ancor prima di realizzare il
sito, o come verifica, durante l’esecuzione.
Ho cercato innanzitutto di chiarire bene col committente
cosa voleva avere nel sito e come lo voleva (esplicitazione delle esigenze). Ho
1. Chiesto
informazioni di tipo grafico e strutturale
2. Proposto
una serie di elementi strutturali per il nuovo sito
3. Fatto
un'analisi degli elementi della rivista stampata
4. Rilevato
i contenuti (argomenti) del vecchio sito e sintetizzati includendo i link
presenti
5. Impostato
la struttura del nuovo sito, includendo schemi di composizione delle pagine
6. Preparato
un diagramma che raffigurasse l'organizzazione del vecchio sito
7. Preparato
un diagramma che raffigurasse l'organizzazione del nuovo sito
NB. Questi link si riferiscono al sito realizzato per il
Modulo 2, per cui i collegamenti all’interno delle pagine fanno riferimento a
quel sito.
Il progetto ha le radici nel
territorio locale, l’area culturale di lingua italiana, ma si allarga alle
altre aree di lingue diverse: il tedesco, il francese, il romancio e l’inglese.
L’approccio Bottom up è incluso,
se si considera che si parte dalle necessità di tutti gli utenti delle lingue
viste sopra, di poter navigare nel sito come se si navigasse in un sito
costruito nella propria lingua madre, per poter accedere ai contenuti
informativi.
L’organizzazione è dinamica ed
adattabile, trattandosi di un sito, e come tale modificabile in qualsiasi
momento, a seconda delle esigenze.
Riflessioni
Bisogna tenere presente che
quando si inizia un progetto, raramente il committente ha le idee chiarissime
su cosa vuole. Ha qualche idea, ha visto qualche esempio che gli è piaciuto, ma
non ha mai avuto una visione globale del progetto, come lo dovrebbe avere il
progettista nella sua mente.
Quello che succede normalmente è
che si parte da una proposta e, discutendo e cambiando, si comincia a dare
corpo al progetto finale.
Questa fase è importantissima,
ossia di poter fare le modifiche sulla carta prima che sull’oggetto stesso,
perché fare modifiche dopo è sempre più difficile e più dispendioso.
Avere una padronanza di tecniche
progettuali aiuta molto: schizzi, disegni, diagrammi, ecc, possono far
risparmiare tempo e possono rendere lo scambio di informazioni più preciso.
Durante l’esecuzione del
progetto mi sono reso conto che sarebbe stato più semplice (anche per questioni
di tempo) lavorare con un sito dinamico (ossia supportato da una banca dati),
piuttosto che creare ogni pagina a sé stante.
Ma all’inizio si è deciso di
procedere con una impostazione di sito statico ed ero d’accordo anch’io.
La ricerca è alla base di ogni
progettazione. Prima di proporre nuove idee e soluzioni è necessario un minimo
di ricerca per visionare quanto è stato fatto (di buono e di meno buono) da
altri, nello stesso settore, in modo da tenere il buono e da evitare gli errori
visti.
Per il sito in questione è stata
fatta una ricerca su siti simili, di pubblicazioni on-line.
Si è valutato l’aspetto grafico,
i contenuti, la presentazione, la navigazione.
In genere sono di più gli esempi
da non seguire, che quelli validi. Ma bastano due o tre siti fatti bene per far
scattare le idee.
Per esempio “Letture” (http://www.stpauls.it/letture/default.htm),
dove c’è un buon equilibrio fra parte testuale e parte figurativa (immagini
e loghi).
Quello che mi è piaciuto è la
facilità ad andare avanti nel sito, partendo dalla Home-Page (=copertina
dell’ultimo numero), per passare al sommario, con la possibilità di visionare
anche numeri precedenti con l’ausilio di un motore di ricerca.
Quello che mi è invece mancato è
un supporto alla navigazione che desse sempre, ad ogni pagina la possibilità di
riorientarsi nel sito (i percorsi sono obbligati).
Un prima passo per la ricerca sulla
popolarità del sito può essere fatto consultando le statistiche delle visite
http://www.babylonia-ti.ch/webstat.
Per capire il significato dei
dati si può andare su http://www.mrunix.net/webalizer/webalizer_help.html
.
Da esso si traggono diverse
informazioni, per esempio, sul numero dei visitatori, sulla loro provenienza
geografica, sui momenti di traffico più intensi, le medie giornaliere, mensili,
ecc.
Una ricerca più approfondita sul
sito Babylonia viene svolta attraverso un questionario on-line che dovrebbe
dare un feed-back sul grado di accettazione del sito o degli eventuali desideri
su modifiche o implementazioni.
La valutazione delle risposte
del questionario dovrebbe dare indicazioni sufficienti su:
·
Qualità delle visite
·
Interessamento/coinvolgimento nelle problematiche del sito
·
Diffusione fra i settori professionali
Tutti questi dati dovrebbero
dare sufficienti indicazioni su come eventualmente modificare il sito
(ampliarlo o sintetizzarlo, sulla possibilità di poter far pagare una tassa
d’abbonamento per poter consultare tutti gli articoli, sulla possibilità di
dare una nuova missione al sito, ecc.). Si dovrebbe, a fine inchiesta,
pubblicare i risultati affinché chi ha partecipato (e anche chi non ha
partecipato) veda la tendenza delle richieste e il genere di commenti.
Per aumentare il coinvolgimento
dei lettori è in previsione un’azione di marketing, dove si cerca di contattare
direttamente tutti gli abbonati, i professionisti e gli studenti, gli enti e le
istituzioni, con una lettera personalizzata e si cerca di farli partecipare
all’arricchimento del sito tramite commenti, critiche, opinioni e contributi
letterari.
Attraverso qualsiasi contributo
inviato, faranno sì che siano loro stessi i protagonisti della vitalità e dei
contenuti del sito.
Questo monitoraggio continuo del
sito è essenziale per capire se il sito deve continuare ad esistere, e come,
oppure se è uno sforzo di risorse umane e finanziarie sterile.
Il team di valutatori sono i
responsabili della redazione della rivista e del sito.
Fra i loro compiti, oltre a
preparare l’impostazione dei nuovi numeri della rivista ci dovrebbe essere
quello di analizzare a scadenze regolari i dati delle statistiche e riportare,
in maniera facile da decifrare, le tendenze più interessanti.
Riflessioni
Penso che la ricerca ossia
l’analisi costantemente aggiornata del sito sia essenziale per la sua
continuità. Siti pubblicati e abbandonati alla loro sorte hanno poca ragione di
esistere se non si modificano e adattano alle esigenze del visitatore.
L’interattività è un fattore
essenziale, ma la rispondenza alle aspettative del lettore è quello che ne
determina il successo.
Mi rendo conto che però fare
tutto e bene richieda tempo e, se non ci sono delle persone che hanno questo
specifico compito (e il tempo per farlo), è un aspetto spesso tralasciato.
Il compito di un Web Manager
(cioè un gestore di un sito esistente) è proprio quello di interpretare le
cifre e agire sui cambiamenti in modo da rendere il sito sempre più
“redditizio”. Questo è una caratteristica dei siti commerciali, se ci si pone
degli obiettivi misurabili, ma lo può anche essere per qualsiasi tipo di sito,
se si hanno degli obiettivi ben chiari e si cerca di raggiungerli attivamente.
Si potrebbe al limite rendere
disponibile al pubblico i dati delle statistiche delle visite. Potrebbe essere
un indicazione della qualità del sito.
Il Territorio, nel caso di una
rivista culturale e pedagogica, può essere definita dall’area linguistica dei
suoi contenuti e dall’area professionale alla quale si rivolge.
Il Territorio
linguistico/geografico, nel caso del sito Babylonia, parte dalla nazione
svizzera perché comprende le lingue nazionale, ma si estende automaticamente ad
altre nazioni europee ed extraeuropee dove si parla l’italiano, il tedesco, il
francese e l’inglese.
L’obiettivo implicito della
rivista e del sito è di ridurre le barriere linguistiche trattandole
contemporaneamente, come se l’intercambiabilità della lingua fosse una cosa
normale.
Lo stesso problema viene
trattato e visto da diverse angolazioni (lingue).
Per quanto riguarda il
Territorio dell’area professionale, esso ha applicazione in quasi tutto il
mondo perché l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue sono attività
universali.
Nel sito ci sono diversi
dispositivi che permettono alla comunità di apprendere: i contenuti, in
generale, ed il WebQuest.
Dando la possibilità di interagire col sito (col “Questionario”), il visitatore
può diventare parte integrante della sua costruzione attraverso l’espressione
delle sue preferenze e delle sue aspettative.
Il sito, per sua natura,
permette di comunicare sia internamente che esternamente al territorio.
Se limitiamo il suo territorio
interno alla nazione Svizzera, le lingue usate gli permettono di estendersi
oltre i confini geografici ed essere fruito in tutte le altre nazioni dove la
le lingue utilizzate sono capite.
Per quanto riguarda il
territorio professionale (insegnanti, studenti, linguisti), il “territorio”
rimane più limitato perché tocca interessi più specifici.
Si cerca di aumentare il
coinvolgimento degli studenti in lingue, offrendo loro l’abbonamento gratuito
per un anno alla Rivista. Questo dovrebbe invogliare un gruppo, generalmente
poco entusiasta, a tenersi informato sulle novità nel settore e magari a
diventare parte degli attori, e poi, una volta diventati insegnanti, a rimanere
fedeli alla Rivista.
Riflessioni
Sul tema Territorio, mi sembra
che più che cercare di ampliarlo sia necessario cercare di essere più efficaci:
avere più penetrazione nei vari gruppi, avere più risonanza in certi ambienti,
in altre parole essere più popolari. La lettura della Rivista non deve essere
una prerogativa di un’elite o di pochi interessati, ma deve diventare uno
strumenti presente in modo più diffuso.
Occorre inoltre che diventi un
veicolo di avvicinamento fra le varie culture e non solo riportare delle pagine
scritte nelle varie lingue.
Sul sito non si fa una
differenza strutturale fra le varie versioni di lingua. Sono tutte paritetiche
perché in realtà i contenuti della rivista sono presentati nello stesso modo.
Il sito, così come la rivista,
ha un forte valenza interculturale,
perché propone pensieri e soluzioni espresse in diverse lingue e quindi
culture.
Quindi permette di fare
confronti fra problemi e soluzioni “vissute” in maniera differente nelle varie
culture.
Ha anche lo scopo di cercare di
avvicinarle creando dei ponti di comune interesse.
Riflessioni:
Se il lettore ha la capacità di
leggere tutti gli articoli, scritti nelle diverse lingue (e non dovrebbe essere
difficile, se non per il romancio), può rendersi conto di come i fatti vengono
trattati e quali sono gli aspetti che li accomunano o li differenziano.
Per esempio quale è il rapporto
con una lingua straniera (leggasi anche cultura) che diventa sempre più
dominante e penetrante nei confronti della propria (es. l’inglese).
Oppure quale ruolo gioca la
propria lingua e cultura all’interno di un’Europa che, economicamente, tende a
diventare un’unica cosa, mentre rimangono distinte le lingue e le culture.
Oppure ancora, certi metodi
didattici possono essere utilizzate indistintamente in qualsiasi cultura oppure
ci sono delle spaccature (avrei volentieri usato la parola “gap”) che creano
degli impedimenti?
Il poter fare dei confronti con
elementi diversi posti sullo stesso tavolo facilità la comprensione delle
differenze e quindi rende possibile trovare delle soluzioni.
6. La dimensione Interdisciplinare
La dimensione interdisciplinare si può riscontrare nella suddivisione dei
compiti per la realizzazione del sito (messi insieme dal web project manager):
A. La responsabile grafica della rivista:
stabilisce l’impostazione generale della rivista, che il sito deve anche
rispecchiare.
B. L’impaginatrice della rivista:
trasferisce i contenuti della rivista, e li
riporta nel sito.
C. I coordinatori redazionali della
rivista: decidono gli argomenti dei vari numeri della rivista. Essi decidono il
concetto di base del sito, ne approvano l’esecuzione e gestiscono la
comunicazione con i visitatori.
D. Gli autori: scrivono gli articoli su
argomenti specifici, che sono pubblicati sulla rivista e sul sito.
In realtà non c’è ancora un
lavoro di gruppo mirato specificatamente per il sito perché i contenuti nascono
per la rivista e non per il sito.
Si cerca di utilizzare dei
contenuti esistenti per trasferirne una buona parte sul sito.
E’ risaputo che la fruizione di
un sito avviene in modalità e in stati d’animo diversi rispetto alla lettura di
pagine stampate.
Non è quindi possibile riportare
tutti i contenuti di una rivista direttamente sulle pagine del sito perché
sarebbe troppo noioso da leggere.
Inoltre la redazione dei
contenuti per il sito dovrebbe seguire regole differenti da quelle per la
rivista: testi impostati diversamente (titolo > riassunto > svolgimento
tema) e dovrebbero essere più sintetici, con punteggiature ed evidenziazioni più
adatte ad una lettura veloce (a scansione) piuttosto che completa.
Al momento, con le possibilità di tempo e risorse limitate,
questa operazione non è possibile.
L’unico intervento al testo che
si fa è ridurre a circa una pagina (schermata) il testo leggibile subito,
mentre per coloro ai quali l’articolo interessa nella sua interezza, c’è la
possibilità di scaricare il resto del documento in pdf.
Per il momento non c’è l’idea di
chiedere agli autori di considerare una versione dei loro testi anche per il
sito Babylonia.
Sulla base dei contenuti e delle
indicazioni dei coordinatori della rivista, il web project manager ha proposto
un’impostazione grafica, un diagramma di flusso ed un sistema di navigazione.
Ha realizzato le pagine, e dopo
approvazione, ne ha trasferito i documenti relativi sul server del provider
presso il quale il sito ha il dominio.
I nuovi numeri della rivista vengono ora impaginati e pubblicati da risorse interne alla redazione della rivista.
Dato che si sta ancora decidendo
quale portata e importanza deve avere il sito rispetto alla rivista stampata,
non si sono fatti passi nella direzione di identificare e riorganizzare i
ruoli.
Si sta ancora valutando quale
impatto il sito ha con i suoi lettori abituali e con i nuovi navigatori
acquisiti.
Riflessione:
La rivista crea un rapporto
interdisciplinare fra gli autori e i lettori, che possono essere insegnanti o
studenti, oppure linguisti. Diventa un ponte fra queste tre (o più) figure.
Geograficamente si può pensare
di limitare l’area di azione alla Svizzera e al limite ai paesi confinanti
(paesi di distribuzione della rivista).
Con il sito il panorama si
amplia notevolmente, si può pensare che esso sia fruibile da ovunque nel mondo,
purché si sia interessati all’argomento.
Occorre quindi pensare che
persone in America o in Asia possano visitare il sito e cercare di imparare da
esso. E’ necessario che il linguaggio (anche grafico) sia il più neutro
possibile e comprensibile da ovunque.
Per cui non basta fare il sito
come piace a chi lo vuole, ma si deve pensare a renderlo comprensibile a chi ha
una cultura completamente diversa dalla nostra (europea) e magari a chi ha
mezzi differenti a disposizione. Per esempio chi usa vecchi computer o vecchi
browser ( e non vede la pagina come la vediamo noi normalmente), oppure gli
ipovedenti.
Penso anche che una rivista di
lingue possa avere dei testi letti (sonori) e non solo scritti.
Non solo per i non vedenti, ma
anche per sentire delle frasi dette con una pronuncia corretta. Molto spesso la
conoscenza di una lingua straniera si limita ad una buona conoscenza della
grammatica, ma una pessima pronuncia per mancanza di insegnanti (di lingua
madre) validi.
Il sito ha quindi molte
caratteristiche diverse dalla rivista: sia nella forma dei contenuti, sia
nella presentazione (per esempio i
colori possono essere una linea guida per la navigazione, mentre per un
documento stampato basta un indice e una rilegatura in sequenza).
Si può pensare anche ad altre
forme di insegnamento (implicito) attraverso giochi multimediali, creazione di
contatti on-line fra studenti e professori, ecc.
Entrerebbero in gioco quindi,
per la realizzazione di un sito, molte figure professionali che dovrebbero
interagire per portare ad un risultato che ha molte valenze in più della
semplice rivista stampata.
Il progetto ingloba i diversi
livelli istituzionali dato che per ogni livello c’è una risposta ad ogni
esigenza:
Riflessioni:
Il Consiglio di Fondazione
decide la linea generale da seguire per il sito. Quindi le possibilità di
manovra per chi sviluppa il sito sono dettate dai desideri espressi dal
Consiglio di Fondazione.
Per intanto si vuole che il sito
abbia una funzione di supporto alla rivista e non diventi preponderante. Per
cui molte cose che si potrebbero fare sono tenute in attesa.
Probabilmente le persone che
decidono avranno già visto il sito perché invitate a visitarlo. Occorrerà conoscere
le loro reazioni.
I responsabili della soc. Idea
sono costantemente al corrente di cosa succede col sito e dovrebbero fare da
tramite fra le varie istituzioni.
Tutti i visitatori sono invitati
a esprimere le proprie opinioni in merito ai contenuti e al sito e quindi ci si
augura che almeno i membri del Consiglio diano un loro parere.
8.
La dimensione epistemologica
Nella dimensione epistemologica
si analizza la differenza fra quanto chi insegna pensa di trasferire allo
sciente e quanto quest’ultimo recepisce e interpreta.
Nel caso del sito Babylonia si
vogliono dare alcuni strumenti per affrontare problematiche legate
all’insegnamento e all’apprendimento delle lingue.
Il lettore può trovare i
contributi coerenti a uno schema preciso, che portano a ritenere certe
riflessioni o metodi che a loro interessano.
Possono invece, per varie
ragioni, non trovare una nesso costruttivo fra i vari articoli, e non
raggiungere gli obiettivi prefissati dagli autori.
Riflessioni:
Per aumentare il legame logico
fra i vari articoli contenuti sul sito ( e quindi rafforzare l’impressione di
coerenza di tutto il numero), si potrebbe pensare di avere una figura di
moderatore (come in TV o alle conferenze), che fa qualche considerazione alla
fine di un articolo e introduce quello seguente mostrando l’affinità con quello
precedente.
Può sembrare inutile, ma se
viene fatto bene, darà un valore al tutto che è maggiore della somma dei valori
dei singoli articoli.
Normalmente ogni autore fa le
sue considerazioni nei propri articoli, ma non sa cosa ha scritto quello che
viene nella pagina precedente o successiva.
Invece un coordinatore di
redazione (che riesce ad avere una visione globale) può dare maggior
consistenza e continuità ai contenuti.
Un sito web è un mezzo di
comunicazione per eccellenza. Nel sito Babylonia, oltre che fornire contenuti
su argomenti specifici (ogni numero della rivista tratta un tema particolare),
si chiede ai visitatori di esprimere le proprie preferenze su certi argomenti o
aspetti del sito, eventualmente suggerendo nuovi argomenti di loro interesse,
aumentando così il suo grado di interattività.
Nel sito, ad ogni pagina c’è la
possibilità di contattare la redazione di Babylonia e porre domande o fare
richieste.
C’è anche un invito a rispondere ad un questionario per esprimere le proprie
preferenze su certi argomenti.
C’è anche una sezione “Forum”
(non ancora attiva) dove potranno essere aperte delle discussioni su certi
temi.
La sezione “WebQuest”, che
insegna come costruire siti didattici partendo da materiali trovabili su
Internet, è anche un mezzo di comunicazione perché, per un certo tempo, creerà
un canale di scambio di messaggi.
Per ora non ci sono dei momenti
di riflessione sul significato di comunicare in contesto CMC, ma si sta
lavorando ad un progetto di Marketing del sito, con lettere tradizionali
(mailing) e messaggi e-mail, che utilizzano un linguaggio studiato su misura
per ogni destinatario, con una tecnica particolare, per rendere il messaggio
più incisivo e convincente.
Per presentare il sito al
pubblico, sono previsti dei momenti di presenza (di persona) dirette ad un
pubblico professionale specifico, in occasione di convegni e conferenze.
Sulla rivista c’è l’invito a
visitare il sito ed il suo indirizzo è riportato in evidenza.
Si potrebbe pensare, in un
secondo tempo, di inserire più immagini e suoni, per rendere il sito più
comunicativo.
Riflessioni:
Sul sito non è possibile sapere
in dettaglio chi sono i vari personaggi che fanno parte della redazione di
Babylonia. Certamente creerebbe una maggiore confidenza conoscere i nomi e
vedere le foto delle persone con cui ci si mette in contatto.
Credo che finché non si ha una
banca dati di indirizzi, suddivisi per categorie (insegnanti, studenti, ecc.)
non si possa fare molto perché non si sa chi ci sta visitando e cosa gli
interessa.
Si potrebbe però già aprire un
Forum con un argomento preciso e dare spunti al visitatore per entrare subito
in discussione (invece di chiedere di mandare le risposte all’inchiesta e
aspettare di essere ricontattati dalla redazione).
Si potrebbe anche creare un
Club, per gli abbonati, dove discutere in aree più riservate (con password).
Questa dimensione è alla base
dell’evoluzione del sito. Infatti ad ogni nuova uscita della rivista i
contenuti della pagina d’introduzione sono diversi, così come le pagine
seguenti perché aggiornate con i nuovi contenuti.
Naturalmente anche i numeri
precedenti della rivista sono sempre consultabili.
Ma anche l’interazione, richiesta esplicitamente,
con i visitatori, determina i contenuti, la forma e l’ampiezza del sito.
Attraverso il feed-back del
visitatore si può sapere quali contenuti sono i più richiesti, quale genere di
sito deve essere, se gratuito, con solo l’essenziale oppure completo, ma a
pagamento e quindi un sito molto ampio, che rispecchi completamente la rivista
e che offra anche qualcosa di più.
Al momento, i gruppi di lavoro
sono quelli della redazione della rivista: i gestori della rivista, i
responsabili per ogni tema, gli autori e le persone preposte alla sua
realizzazione formale (grafica, impaginatrice).
Una collaborazione saltuaria ha il web designer, per risolvere possibili
problemi legati ai programmi per la creazione di pagine web.
Non ci sono contatti con i
membri della comunità nella quale operano, alla quale viene inviato o segnalato
il nuovo numero della rivista, con il tema trattato.
Naturalmente rimane aperto, tramite il sito, la possibilità di interagire su
quanto già pubblicato.
E’ quindi importante che i
commenti e i desiderata siano regolarmente analizzati e discussi internamente e
se ne tenga conto per l’evoluzione del sito.
Riflessioni:
Come già detto precedentemente,
il sito è simile ad un organismo vivente, non può mai rimanere sempre come è
nato. Altrimenti muore.
Il sito deve aggiornarsi
regolarmente (per attirare sempre nuove visite e ritorni), ma deve essere anche
capace di “mutare” seguendo i desideri dei visitatori (entro certi limiti).
Solo questo può assicurargli la
continuità.
Quindi è l’interazione continua
coi suoi lettori che determinerà la direzione e l’aspetto che avrà in futuro.
Per ora non ci sono molti
feed-back, ma l’azione di divulgazione con gli e-mails non è ancora partita.
Le realtà considerate nel
progetto sono:
·
La Fondazione Lingue e Culture, che patrocina la
pubblicazione della rivista e anche del sito.
·
La società Innovazione, sviluppo e assistenza in
educazione Idea Sagl, che coordina la redazione della rivista e del sito,
ma che parallelamente offre anche dei servizi di consulenze e progetti nel
campo della gestione del sapere. I suoi responsabili hanno competenze per
pianificare e realizzare progetti nel campo dell’educazione generale e di
sviluppare programmi scolastici nel campo delle (Lingue 2).
La presentazione di questi
servizi sono illustrati su un altro sito “Idea”, separato da quello di
Babylonia, ma ad esso collegato.
·
Gli Istituti scolastici e le Scuole di
insegnamento di lingue sono, tramite i loro responsabili ed
insegnanti, i principali obiettivi del
sito. Essi possono usufruire dei contenuti pubblicati per modificare e
migliorare i loro sistemi di insegnamento. Essendo delle entità esistenti, non
si può sapere in quale misura gli eventuali cambiamenti vengono gestiti.
Si nota però una tendenza degli istituti scolastici ad aumentare le loro
collaborazioni tramite la CmC. Sono ancora in fase sperimentale e non sempre i
lavori raggiungono gli obiettivi prefissati, ma è sempre un inizio promettente.
·
Con la Comunicazione mediata da Computer è oggi più facile
creare nuove offerte di insegnamento a distanza, con metodi didattici
adattati alle nuove tecnologie.
Aumentano le possibilità alle piccole realtà di offrire corsi particolari con
classi virtuali o di fungere da tramite offrendo corsi con l’ausilio di
Piattaforme d’Insegnamento.
Attualmente non è prevista alcuna promozione di questo settore attraverso il
sito.
Riflessioni:
Nonostante si faccia molto tam-tam per promuovere
l’insegnamento e l’apprendimento con le CmC, specialmente dall’alto delle
istituzioni, la gente comune non ha ancora fatto il grande passo. Mancano
ancora le basi cognitive per potersi affidare a queste nuove tecnologie.
Chi è nella posizione di farlo (adulti) ha ancora troppi
bagagli della cultura lineare ed analogica, per potersi immergere senza fatica
in un mondo ipertestuale e digitale.
Questo è un grande freno a intraprendere nuove strade, più
veloci e complete.
Sicuramente le generazioni future (già i nostri ragazzini
e ragazzine) non avranno questo handicap. Ma occorre creare una categorie di
adulti che siano passati dalla vecchia cultura a quella nuova per insegnare
alle nuove generazioni.
L’impressione è che tutto sia pronto per partire con nuovi
programmi, ma mancano i viaggiatori, perché non c’è molto interesse e perché
ognuno pensa di poter sopravvivere ancora con le vecchie conoscenze.
Occorre anche apportare dei cambiamenti alla gestione del
proprio tempo. Chi lavora troppe ore e consuma tutte le sue energie nello
stress di lavori ripetitivi o carichi di problemi, difficilmente avrà ancora
voglia di mettersi a trafficare col computer, alla sera.
Mentre è proprio questo il vantaggio della CmC, che si può
usufruire di corsi in qualsiasi momento della giornata, senza doversi spostare
dal proprio domicilio, di poterlo fare nel tempo libero oppure dal posto di
lavoro, come aggiornamento professionale retribuito.
Va anche chiarito alla massa che non c’è più professione
che possa garantire un avvenire senza continui aggiornamenti alle tecnologie
che si evolvono incessantemente giorno dopo giorno.
Ma questo è un problema tipico dei grandi cambiamenti.
Chi conosce il fatto della “100.ma scimmia”, sa che basta
che si raggiunga la massa critica perché poi tutto il resto della comunità segua
una strada nuova, senza più reticenze.
A questo punto, ma spero molto prima, un sito come
Babylonia può diventare una piattaforma su cui creare una realtà
socioeconomica, con persone che si dedicano all’insegnamento, alla discussione,
e all’apprendimento di conoscenze linguistiche, senza frontiere.
Hagop Tatossian
Sagno, 23.9.02