Hagop Tatossian – WPM1

Modulo 9 – Ingegneria della formazione                               23.9.02

 

Verificare se nel mio lavoro di diploma (Sito “Babylonia” http://www.babylonia-ti.ch ) ci sono le seguenti dimensioni:

 

  1. Formazione
  2. Progettazione
  3. Ricerca
  4. Territorio
  5. Interculturità
  6. Interdisciplinarità
  7. Interistituzionale
  8. Epistemologica
  9. Comunicazione
  10. Sociocostruttivista
  11. Socioeconomica

 

Premessa:

Dopo aver ricevuto i commenti di Danilo Nussio e Claudio del Don sulla prima bozza del lavoro, mi è sembrato di capire che il lavoro da svolgere, oltre che fare una fotografia della presenza delle dimensioni viste sopra, fosse riflettere su quanto fatto, su come si sarebbe potuto fare diversamente e su cosa di più si sarebbe potuto fare.

 

1. La dimensione Formativa
 La dimensione formativa è presente in modo implicito in tutto il sito, dato che la rivista tratta di “insegnamento e apprendimento delle lingue”.
Attraverso le letture degli articoli presenti ci si informerà su pensieri, esperienze e metodologie per l’insegnamento delle lingue.

Nella sezione “WebQuest”, invece, la dimensione formativa è esplicita perché in essa si insegna il metodo per creare dei siti per l’apprendimento delle lingue utilizzando materiali trovati sul web.

All’interno della rivista si trova spesso un inserto (staccato) chiamato “Didactic pages” (pagine didattiche). In essi vengono illustrate tecniche specifiche per svolgere certi compiti.

 

Vi è stato inoltre un ulteriore aspetto formativo nel sito quando ho dovuto istruire le persone che si sarebbero occupate di pubblicare sul web i numeri seguenti della rivista.

Questo ha significato spiegare a loro la parte progettuale del sito e la metodica per la creazione dei documenti da pubblicare.

Ho dovuto anche far notare le anomalie nei programmi usati e le difficoltà riscontrate, in modo che non dovessero passare attraverso gli stessi ostacoli.

 

I momenti di riflessione nell’esecuzione del progetto sono scaturiti per i lavori per il

Moduli 2 (“Esplicitazione delle esigenze del committente” http://www.ispfp.ch/wpm/docs/ris/corsisti/TatossianH/esplicitazione )

e per il Modulo 7 (“Sistemi complessi” http://www.ispfp.ch/wpm/docs/ris/corsisti/TatossianH/modulo7/).

Nel Modulo 2 si è analizzato il processo di identificazione dei requisiti del sito e nel Modulo 7 si è analizzato il processo di implementazione di questi requisiti in un sito pubblicabile, attraverso tutte le sue fasi costruttive.

 

La divulgazione di questo lavoro per il Modulo 9 è affidato al mio sito personale, sul server dell’ISPFP, dove sono pubblicati tutti i lavori, modulo per modulo:  (http://www.ispfp.ch/wpm/docs/ris/corsisti/TatossianH/mod9.htm ).

 

 

Riflessioni:

Personalmente trovo la rivista Babylonia molto interessante e molto ricca di contenuti istruttivi.

Anche la formula dei numeri monografici, che trattano lo stesso argomento da molti punti di vista e lingue (e quindi culture), lo rende un contenitore di idee nuove e in continua evoluzione.

Penso che però non abbia la popolarità e la diffusione adeguata e quindi rimane un mezzo a disposizione di pochi.

La creazione del sito sicuramente aumenterà la sua divulgazione, ma anche il sito ha bisogno di essere conosciuto.

Esiste quindi un aspetto formativo di un’utenza che deve essere contattata e istruita sulle caratteristiche del sito e di come lo si usa.

 

Si dovrebbe pensare a mezzi supplementari, per entrare in contatto con i potenziali interessati (insegnanti di lingue, istituti di lingue, istituzioni come biblioteche, forum di studi sulle lingue, ecc.), per esempio durante dei Convegni, degli incontri a livello nazionale o internazionale).

E’ chiaro che poi le idee devono essere rapportate alle disponibilità finanziarie e agli obiettivi prefissati.

Per intanto si sta valutando un’azione di marketing basata, oltre che sull’invio di lettere personalizzate, sull’invio di e-mails (ma c’è da creare ancora una banca dati di indirizzi) con messaggi semi-personalizzati (rivolgendosi a gruppi di utenze, ad esempio insegnanti di lingue, istituti di lingue o studenti), con una formula più attrattiva e interattiva del solito e-mail: l’aspetto del mail è già una pagina web e quindi, praticamente, il destinatario deve solo fare un clic per continuare la visita al sito (che è il nostro obiettivo).

http://www.babylonia-ti.ch/mailcoll.htm

http://www.babylonia-ti.ch/maildire.htm

http://www.babylonia-ti.ch/mailstud.htm

 

Per quanto riguarda la dimensione formativa nei miei confronti, devo dire che ho avuto l’opportunità di imparare cose nuove leggendo alcuni articoli della rivista, ma ho anche dovuto imparare nuove tecniche (nel campo dello sviluppo di siti) per poter trovare le soluzioni ai compiti da svolgere.

E’ chiaro che più si impara e più ci si rende conto che ci sarebbe altro da imparare, ma non si può fare tutto subito. L’importante è andare avanti nell’acquisizione di nuove cognizioni.

 

Per quanto riguarda l’aspetto formativo delle persone che dovevano continuare l’ampliamento del sito (con i numeri successivi della rivista), ho preferito tenere al minimo le cose nuove che dovevano imparare. Questo per non obbligarli a dover impegnare troppe energie e tempo, rendendo il loro compito ancora più difficile.

Per cui ho consegnato il lavoro in modo che le pagine potessero essere “clonate” e adattate ai nuovi numeri.

Rimaneva solo da inserire i nuovi testi mantenendo la parte strutturale e di navigazione esistente.

Con quel minimo di conoscenza che avevano già (sarebbe stato molto più difficile spiegare le cose se non avevano già qualche esperienza, allora si sarebbe dovuto fare un corso accelerato di Dreamweaver prima di incominciare).

La divulgazione del mio lavoro per il modulo 9, come detto, è disponibile sul mio sito dei lavori dell’Istituto. A chi interessa o chi ha interesse a divulgarlo può fare riferimento ad esso.



2. La dimensione Progettuale

La dimensione progettuale è senz’altro presente nella realizzazione del sito Babylonia.

Vi è tutto uno sviluppo a livello teorico e di diagrammi, per arrivare finalmente al sito definitivo.

Prima di iniziare a concepire il sito si è eseguito un giro d’orizzonte per individuare esempi esistenti, che fossero coerenti coi problemi da affrontare.

Poi si sono prese in considerazioni tutte le variabili possibili e si è cercato di sintetizzarle a quelle essenziali.

Durante lo sviluppo del progetto, per ragioni tecniche o concettuali, l’impostazione è stata modificata varie volte.

L’uso di diagrammi di flusso ha permesso di visualizzare lo stato del progetto, ancor prima di realizzare il sito, o come verifica, durante l’esecuzione.

 

Ho cercato innanzitutto di chiarire bene col committente cosa voleva avere nel sito e come lo voleva (esplicitazione delle esigenze). Ho

1. Chiesto informazioni di tipo grafico e strutturale
2. Proposto una serie di elementi strutturali per il nuovo sito
3. Fatto un'analisi degli elementi della rivista stampata
4. Rilevato i contenuti (argomenti) del vecchio sito e sintetizzati includendo i link presenti
5. Impostato la struttura del nuovo sito, includendo schemi di composizione delle pagine
6. Preparato un diagramma che raffigurasse l'organizzazione del vecchio sito
7. Preparato un diagramma che raffigurasse l'organizzazione del nuovo sito

NB. Questi link si riferiscono al sito realizzato per il Modulo 2, per cui i collegamenti all’interno delle pagine fanno riferimento a quel sito.

 

Il progetto ha le radici nel territorio locale, l’area culturale di lingua italiana, ma si allarga alle altre aree di lingue diverse: il tedesco, il francese, il romancio e l’inglese.

 

L’approccio Bottom up è incluso, se si considera che si parte dalle necessità di tutti gli utenti delle lingue viste sopra, di poter navigare nel sito come se si navigasse in un sito costruito nella propria lingua madre, per poter accedere ai contenuti informativi.

L’organizzazione è dinamica ed adattabile, trattandosi di un sito, e come tale modificabile in qualsiasi momento, a seconda delle esigenze.

 

Riflessioni

Bisogna tenere presente che quando si inizia un progetto, raramente il committente ha le idee chiarissime su cosa vuole. Ha qualche idea, ha visto qualche esempio che gli è piaciuto, ma non ha mai avuto una visione globale del progetto, come lo dovrebbe avere il progettista nella sua mente.

Quello che succede normalmente è che si parte da una proposta e, discutendo e cambiando, si comincia a dare corpo al progetto finale.

Questa fase è importantissima, ossia di poter fare le modifiche sulla carta prima che sull’oggetto stesso, perché fare modifiche dopo è sempre più difficile e più dispendioso.

Avere una padronanza di tecniche progettuali aiuta molto: schizzi, disegni, diagrammi, ecc, possono far risparmiare tempo e possono rendere lo scambio di informazioni più preciso.

Durante l’esecuzione del progetto mi sono reso conto che sarebbe stato più semplice (anche per questioni di tempo) lavorare con un sito dinamico (ossia supportato da una banca dati), piuttosto che creare ogni pagina a sé stante.

Ma all’inizio si è deciso di procedere con una impostazione di sito statico ed ero d’accordo anch’io.

 

 

3. La dimensione Ricerca

La ricerca è alla base di ogni progettazione. Prima di proporre nuove idee e soluzioni è necessario un minimo di ricerca per visionare quanto è stato fatto (di buono e di meno buono) da altri, nello stesso settore, in modo da tenere il buono e da evitare gli errori visti.

Per il sito in questione è stata fatta una ricerca su siti simili, di pubblicazioni on-line.

Si è valutato l’aspetto grafico, i contenuti, la presentazione, la navigazione.

In genere sono di più gli esempi da non seguire, che quelli validi. Ma bastano due o tre siti fatti bene per far scattare le idee.

Per esempio “Letture” (http://www.stpauls.it/letture/default.htm), dove c’è un buon equilibrio fra parte testuale e parte figurativa (immagini e loghi).

Quello che mi è piaciuto è la facilità ad andare avanti nel sito, partendo dalla Home-Page (=copertina dell’ultimo numero), per passare al sommario, con la possibilità di visionare anche numeri precedenti con l’ausilio di un motore di ricerca.

Quello che mi è invece mancato è un supporto alla navigazione che desse sempre, ad ogni pagina la possibilità di riorientarsi nel sito (i percorsi sono obbligati).

 

Un prima passo per la ricerca sulla popolarità del sito può essere fatto consultando le statistiche delle visite http://www.babylonia-ti.ch/webstat.

Per capire il significato dei dati si può andare su http://www.mrunix.net/webalizer/webalizer_help.html .

Da esso si traggono diverse informazioni, per esempio, sul numero dei visitatori, sulla loro provenienza geografica, sui momenti di traffico più intensi, le medie giornaliere, mensili, ecc.

Una ricerca più approfondita sul sito Babylonia viene svolta attraverso un questionario on-line che dovrebbe dare un feed-back sul grado di accettazione del sito o degli eventuali desideri su modifiche o implementazioni.

La valutazione delle risposte del questionario dovrebbe dare indicazioni sufficienti su:

·         Qualità delle visite

·         Interessamento/coinvolgimento nelle problematiche del sito

·         Diffusione fra i settori professionali

Tutti questi dati dovrebbero dare sufficienti indicazioni su come eventualmente modificare il sito (ampliarlo o sintetizzarlo, sulla possibilità di poter far pagare una tassa d’abbonamento per poter consultare tutti gli articoli, sulla possibilità di dare una nuova missione al sito, ecc.). Si dovrebbe, a fine inchiesta, pubblicare i risultati affinché chi ha partecipato (e anche chi non ha partecipato) veda la tendenza delle richieste e il genere di commenti.

 

Per aumentare il coinvolgimento dei lettori è in previsione un’azione di marketing, dove si cerca di contattare direttamente tutti gli abbonati, i professionisti e gli studenti, gli enti e le istituzioni, con una lettera personalizzata e si cerca di farli partecipare all’arricchimento del sito tramite commenti, critiche, opinioni e contributi letterari.

Attraverso qualsiasi contributo inviato, faranno sì che siano loro stessi i protagonisti della vitalità e dei contenuti del sito.

Questo monitoraggio continuo del sito è essenziale per capire se il sito deve continuare ad esistere, e come, oppure se è uno sforzo di risorse umane e finanziarie sterile.

Il team di valutatori sono i responsabili della redazione della rivista e del sito.

Fra i loro compiti, oltre a preparare l’impostazione dei nuovi numeri della rivista ci dovrebbe essere quello di analizzare a scadenze regolari i dati delle statistiche e riportare, in maniera facile da decifrare, le tendenze più interessanti.

 

Riflessioni

Penso che la ricerca ossia l’analisi costantemente aggiornata del sito sia essenziale per la sua continuità. Siti pubblicati e abbandonati alla loro sorte hanno poca ragione di esistere se non si modificano e adattano alle esigenze del visitatore.

L’interattività è un fattore essenziale, ma la rispondenza alle aspettative del lettore è quello che ne determina il successo.

Mi rendo conto che però fare tutto e bene richieda tempo e, se non ci sono delle persone che hanno questo specifico compito (e il tempo per farlo), è un aspetto spesso tralasciato.

Il compito di un Web Manager (cioè un gestore di un sito esistente) è proprio quello di interpretare le cifre e agire sui cambiamenti in modo da rendere il sito sempre più “redditizio”. Questo è una caratteristica dei siti commerciali, se ci si pone degli obiettivi misurabili, ma lo può anche essere per qualsiasi tipo di sito, se si hanno degli obiettivi ben chiari e si cerca di raggiungerli attivamente.

Si potrebbe al limite rendere disponibile al pubblico i dati delle statistiche delle visite. Potrebbe essere un indicazione della qualità del sito.

 

 

4. La dimensione Territorio

Il Territorio, nel caso di una rivista culturale e pedagogica, può essere definita dall’area linguistica dei suoi contenuti e dall’area professionale alla quale si rivolge.

Il Territorio linguistico/geografico, nel caso del sito Babylonia, parte dalla nazione svizzera perché comprende le lingue nazionale, ma si estende automaticamente ad altre nazioni europee ed extraeuropee dove si parla l’italiano, il tedesco, il francese e l’inglese.

L’obiettivo implicito della rivista e del sito è di ridurre le barriere linguistiche trattandole contemporaneamente, come se l’intercambiabilità della lingua fosse una cosa normale.

Lo stesso problema viene trattato e visto da diverse angolazioni (lingue).

 

Per quanto riguarda il Territorio dell’area professionale, esso ha applicazione in quasi tutto il mondo perché l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue sono attività universali.

Nel sito ci sono diversi dispositivi che permettono alla comunità di apprendere: i contenuti, in generale, ed il WebQuest.


Dando la possibilità di interagire col sito (col “Questionario”), il visitatore può diventare parte integrante della sua costruzione attraverso l’espressione delle sue preferenze e delle sue aspettative.

 

Il sito, per sua natura, permette di comunicare sia internamente che esternamente al territorio.

Se limitiamo il suo territorio interno alla nazione Svizzera, le lingue usate gli permettono di estendersi oltre i confini geografici ed essere fruito in tutte le altre nazioni dove la le lingue utilizzate sono capite.

 

Per quanto riguarda il territorio professionale (insegnanti, studenti, linguisti), il “territorio” rimane più limitato perché tocca interessi più specifici.

Si cerca di aumentare il coinvolgimento degli studenti in lingue, offrendo loro l’abbonamento gratuito per un anno alla Rivista. Questo dovrebbe invogliare un gruppo, generalmente poco entusiasta, a tenersi informato sulle novità nel settore e magari a diventare parte degli attori, e poi, una volta diventati insegnanti, a rimanere fedeli alla Rivista.

 

Riflessioni

Sul tema Territorio, mi sembra che più che cercare di ampliarlo sia necessario cercare di essere più efficaci: avere più penetrazione nei vari gruppi, avere più risonanza in certi ambienti, in altre parole essere più popolari. La lettura della Rivista non deve essere una prerogativa di un’elite o di pochi interessati, ma deve diventare uno strumenti presente in modo più diffuso.

Occorre inoltre che diventi un veicolo di avvicinamento fra le varie culture e non solo riportare delle pagine scritte nelle varie lingue.

Sul sito non si fa una differenza strutturale fra le varie versioni di lingua. Sono tutte paritetiche perché in realtà i contenuti della rivista sono presentati nello stesso modo.

 

 

5. La dimensione Interculturale

Il sito, così come la rivista, ha un  forte valenza interculturale, perché propone pensieri e soluzioni espresse in diverse lingue e quindi culture.

Quindi permette di fare confronti fra problemi e soluzioni “vissute” in maniera differente nelle varie culture.

Ha anche lo scopo di cercare di avvicinarle creando dei ponti di comune interesse.

 

Riflessioni:

Se il lettore ha la capacità di leggere tutti gli articoli, scritti nelle diverse lingue (e non dovrebbe essere difficile, se non per il romancio), può rendersi conto di come i fatti vengono trattati e quali sono gli aspetti che li accomunano o li differenziano.

Per esempio quale è il rapporto con una lingua straniera (leggasi anche cultura) che diventa sempre più dominante e penetrante nei confronti della propria (es. l’inglese).

Oppure quale ruolo gioca la propria lingua e cultura all’interno di un’Europa che, economicamente, tende a diventare un’unica cosa, mentre rimangono distinte le lingue e le culture.

Oppure ancora, certi metodi didattici possono essere utilizzate indistintamente in qualsiasi cultura oppure ci sono delle spaccature (avrei volentieri usato la parola “gap”) che creano degli impedimenti?

Il poter fare dei confronti con elementi diversi posti sullo stesso tavolo facilità la comprensione delle differenze e quindi rende possibile trovare delle soluzioni.

 

 

6. La dimensione Interdisciplinare
La dimensione interdisciplinare si può riscontrare nella suddivisione dei compiti per la realizzazione del sito (messi insieme dal web project manager):

A.   La responsabile grafica della rivista: stabilisce l’impostazione generale della rivista, che il sito deve anche rispecchiare.

B.   L’impaginatrice della rivista: trasferisce i contenuti della rivista, e li  riporta nel sito.

C.   I coordinatori redazionali della rivista: decidono gli argomenti dei vari numeri della rivista. Essi decidono il concetto di base del sito, ne approvano l’esecuzione e gestiscono la comunicazione con i visitatori.

D.  Gli autori: scrivono gli articoli su argomenti specifici, che sono pubblicati sulla rivista e sul sito.

 

In realtà non c’è ancora un lavoro di gruppo mirato specificatamente per il sito perché i contenuti nascono per la rivista e non per il sito.

Si cerca di utilizzare dei contenuti esistenti per trasferirne una buona parte sul sito.

E’ risaputo che la fruizione di un sito avviene in modalità e in stati d’animo diversi rispetto alla lettura di pagine stampate.

Non è quindi possibile riportare tutti i contenuti di una rivista direttamente sulle pagine del sito perché sarebbe troppo noioso da leggere.

 

Inoltre la redazione dei contenuti per il sito dovrebbe seguire regole differenti da quelle per la rivista: testi impostati diversamente (titolo > riassunto > svolgimento tema) e dovrebbero essere più sintetici, con punteggiature ed evidenziazioni più adatte ad una lettura veloce (a scansione) piuttosto che completa.

Al momento, con  le possibilità di tempo e risorse limitate, questa operazione non è possibile.

L’unico intervento al testo che si fa è ridurre a circa una pagina (schermata) il testo leggibile subito, mentre per coloro ai quali l’articolo interessa nella sua interezza, c’è la possibilità di scaricare il resto del documento in pdf.

Per il momento non c’è l’idea di chiedere agli autori di considerare una versione dei loro testi anche per il sito Babylonia.

 

Sulla base dei contenuti e delle indicazioni dei coordinatori della rivista, il web project manager ha proposto un’impostazione grafica, un diagramma di flusso ed un sistema di navigazione.

Ha realizzato le pagine, e dopo approvazione, ne ha trasferito i documenti relativi sul server del provider presso il quale il sito ha il dominio.

I nuovi numeri della rivista vengono ora impaginati e pubblicati da risorse interne alla redazione della rivista.

 

Dato che si sta ancora decidendo quale portata e importanza deve avere il sito rispetto alla rivista stampata, non si sono fatti passi nella direzione di identificare e riorganizzare i ruoli.

Si sta ancora valutando quale impatto il sito ha con i suoi lettori abituali e con i nuovi navigatori acquisiti.

 

Riflessione:

La rivista crea un rapporto interdisciplinare fra gli autori e i lettori, che possono essere insegnanti o studenti, oppure linguisti. Diventa un ponte fra queste tre (o più) figure.

Geograficamente si può pensare di limitare l’area di azione alla Svizzera e al limite ai paesi confinanti (paesi di distribuzione della rivista).

Con il sito il panorama si amplia notevolmente, si può pensare che esso sia fruibile da ovunque nel mondo, purché si sia interessati all’argomento.

Occorre quindi pensare che persone in America o in Asia possano visitare il sito e cercare di imparare da esso. E’ necessario che il linguaggio (anche grafico) sia il più neutro possibile e comprensibile da ovunque.

Per cui non basta fare il sito come piace a chi lo vuole, ma si deve pensare a renderlo comprensibile a chi ha una cultura completamente diversa dalla nostra (europea) e magari a chi ha mezzi differenti a disposizione. Per esempio chi usa vecchi computer o vecchi browser ( e non vede la pagina come la vediamo noi normalmente), oppure gli ipovedenti.

Penso anche che una rivista di lingue possa avere dei testi letti (sonori) e non solo scritti.

Non solo per i non vedenti, ma anche per sentire delle frasi dette con una pronuncia corretta. Molto spesso la conoscenza di una lingua straniera si limita ad una buona conoscenza della grammatica, ma una pessima pronuncia per mancanza di insegnanti (di lingua madre) validi.

Il sito ha quindi molte caratteristiche diverse dalla rivista: sia nella forma dei contenuti, sia nella  presentazione (per esempio i colori possono essere una linea guida per la navigazione, mentre per un documento stampato basta un indice e una rilegatura in sequenza).

Si può pensare anche ad altre forme di insegnamento (implicito) attraverso giochi multimediali, creazione di contatti on-line fra studenti e professori, ecc.

Entrerebbero in gioco quindi, per la realizzazione di un sito, molte figure professionali che dovrebbero interagire per portare ad un risultato che ha molte valenze in più della semplice rivista stampata.

           

 

7. La dimensione Interistituzionale

Il progetto ingloba i diversi livelli istituzionali dato che per ogni livello c’è una risposta ad ogni esigenza:

 

  1. Fondazione Lingue e Culture:
    Il sito è una vetrina per la Fondazione. In esso sono pubblicati le ragioni che l’hanno originata, gli statuti, l’elenco dei membri e del Consiglio di Fondazione.
  2. Idea Sagl:
    La società che si occupa, fra l’altro, della gestione per la redazione dei numeri della rivista e per l’aggiornamento del sito. Ha un link su tutte le pagine al proprio sito sul quale si possono conoscere i vari servizi offerti da questa società, che è attiva specialmente nella creazione di percorsi didattici.
  3. Insegnanti:
    Possono leggere e scrivere testi inerenti all’insegnamento delle lingue.
    Possono anche rispondere a questionari e interagire in discussioni e Forums.
    Possono anche creare dei siti con il metodo WebQuest.
  4. Studenti:
    Possono leggere dei metodi di apprendimento delle lingue e rispondere a questionari e interagire in discussioni e Forums.
     

Riflessioni:

Il Consiglio di Fondazione decide la linea generale da seguire per il sito. Quindi le possibilità di manovra per chi sviluppa il sito sono dettate dai desideri espressi dal Consiglio di Fondazione.

Per intanto si vuole che il sito abbia una funzione di supporto alla rivista e non diventi preponderante. Per cui molte cose che si potrebbero fare sono tenute in attesa.

Probabilmente le persone che decidono avranno già visto il sito perché invitate a visitarlo. Occorrerà conoscere le loro reazioni.

I responsabili della soc. Idea sono costantemente al corrente di cosa succede col sito e dovrebbero fare da tramite fra le varie istituzioni.

Tutti i visitatori sono invitati a esprimere le proprie opinioni in merito ai contenuti e al sito e quindi ci si augura che almeno i membri del Consiglio diano un loro parere.

 

 

8. La dimensione epistemologica

Nella dimensione epistemologica si analizza la differenza fra quanto chi insegna pensa di trasferire allo sciente e quanto quest’ultimo recepisce e interpreta.

Nel caso del sito Babylonia si vogliono dare alcuni strumenti per affrontare problematiche legate all’insegnamento e all’apprendimento delle lingue.

Il lettore può trovare i contributi coerenti a uno schema preciso, che portano a ritenere certe riflessioni o metodi che a loro interessano.

Possono invece, per varie ragioni, non trovare una nesso costruttivo fra i vari articoli, e non raggiungere gli obiettivi prefissati dagli autori.

 

Riflessioni:

Per aumentare il legame logico fra i vari articoli contenuti sul sito ( e quindi rafforzare l’impressione di coerenza di tutto il numero), si potrebbe pensare di avere una figura di moderatore (come in TV o alle conferenze), che fa qualche considerazione alla fine di un articolo e introduce quello seguente mostrando l’affinità con quello precedente.

Può sembrare inutile, ma se viene fatto bene, darà un valore al tutto che è maggiore della somma dei valori dei singoli articoli.

Normalmente ogni autore fa le sue considerazioni nei propri articoli, ma non sa cosa ha scritto quello che viene nella pagina precedente o successiva.

Invece un coordinatore di redazione (che riesce ad avere una visione globale) può dare maggior consistenza e continuità ai contenuti.

 

 

9. La dimensione comunicativa

Un sito web è un mezzo di comunicazione per eccellenza. Nel sito Babylonia, oltre che fornire contenuti su argomenti specifici (ogni numero della rivista tratta un tema particolare), si chiede ai visitatori di esprimere le proprie preferenze su certi argomenti o aspetti del sito, eventualmente suggerendo nuovi argomenti di loro interesse, aumentando così il suo grado di interattività.

 

Nel sito, ad ogni pagina c’è la possibilità di contattare la redazione di Babylonia e porre domande o fare richieste.
C’è anche un invito a rispondere ad un questionario per esprimere le proprie preferenze su certi argomenti.

C’è anche una sezione “Forum” (non ancora attiva) dove potranno essere aperte delle discussioni su certi temi.

La sezione “WebQuest”, che insegna come costruire siti didattici partendo da materiali trovabili su Internet, è anche un mezzo di comunicazione perché, per un certo tempo, creerà un canale di scambio di messaggi.

 

Per ora non ci sono dei momenti di riflessione sul significato di comunicare in contesto CMC, ma si sta lavorando ad un progetto di Marketing del sito, con lettere tradizionali (mailing) e messaggi e-mail, che utilizzano un linguaggio studiato su misura per ogni destinatario, con una tecnica particolare, per rendere il messaggio più incisivo e convincente.

Per presentare il sito al pubblico, sono previsti dei momenti di presenza (di persona) dirette ad un pubblico professionale specifico, in occasione di convegni e conferenze.

Sulla rivista c’è l’invito a visitare il sito ed il suo indirizzo è riportato in evidenza.

 

Si potrebbe pensare, in un secondo tempo, di inserire più immagini e suoni, per rendere il sito più comunicativo.

 

 

 

Riflessioni:

Sul sito non è possibile sapere in dettaglio chi sono i vari personaggi che fanno parte della redazione di Babylonia. Certamente creerebbe una maggiore confidenza conoscere i nomi e vedere le foto delle persone con cui ci si mette in contatto.

Credo che finché non si ha una banca dati di indirizzi, suddivisi per categorie (insegnanti, studenti, ecc.) non si possa fare molto perché non si sa chi ci sta visitando e cosa gli interessa.

Si potrebbe però già aprire un Forum con un argomento preciso e dare spunti al visitatore per entrare subito in discussione (invece di chiedere di mandare le risposte all’inchiesta e aspettare di essere ricontattati dalla redazione).

Si potrebbe anche creare un Club, per gli abbonati, dove discutere in aree più riservate (con password).

 

 

10. La dimensione sociocostruttivista

Questa dimensione è alla base dell’evoluzione del sito. Infatti ad ogni nuova uscita della rivista i contenuti della pagina d’introduzione sono diversi, così come le pagine seguenti perché aggiornate con i nuovi contenuti.

Naturalmente anche i numeri precedenti della rivista sono sempre consultabili.

 

Ma anche l’interazione, richiesta esplicitamente, con i visitatori, determina i contenuti, la forma e l’ampiezza del sito.

Attraverso il feed-back del visitatore si può sapere quali contenuti sono i più richiesti, quale genere di sito deve essere, se gratuito, con solo l’essenziale oppure completo, ma a pagamento e quindi un sito molto ampio, che rispecchi completamente la rivista e che offra anche qualcosa di più.

 

Al momento, i gruppi di lavoro sono quelli della redazione della rivista: i gestori della rivista, i responsabili per ogni tema, gli autori e le persone preposte alla sua realizzazione formale (grafica, impaginatrice).
Una collaborazione saltuaria ha il web designer, per risolvere possibili problemi legati ai programmi per la creazione di pagine web.

 

Non ci sono contatti con i membri della comunità nella quale operano, alla quale viene inviato o segnalato il nuovo numero della rivista, con il tema trattato.
Naturalmente rimane aperto, tramite il sito, la possibilità di interagire su quanto già pubblicato.

E’ quindi importante che i commenti e i desiderata siano regolarmente analizzati e discussi internamente e se ne tenga conto per l’evoluzione del sito.

 

Riflessioni:

Come già detto precedentemente, il sito è simile ad un organismo vivente, non può mai rimanere sempre come è nato. Altrimenti muore.

Il sito deve aggiornarsi regolarmente (per attirare sempre nuove visite e ritorni), ma deve essere anche capace di “mutare” seguendo i desideri dei visitatori (entro certi limiti).

Solo questo può assicurargli la continuità.

Quindi è l’interazione continua coi suoi lettori che determinerà la direzione e l’aspetto che avrà in futuro.

Per ora non ci sono molti feed-back, ma l’azione di divulgazione con gli e-mails non è ancora partita.

 

 

11. La dimensione socioeconomica

Le realtà considerate nel progetto sono:

·         La Fondazione Lingue e Culture, che patrocina la pubblicazione della rivista e anche del sito.

·         La società Innovazione, sviluppo e assistenza in educazione Idea Sagl, che coordina la redazione della rivista e del sito, ma che parallelamente offre anche dei servizi di consulenze e progetti nel campo della gestione del sapere. I suoi responsabili hanno competenze per pianificare e realizzare progetti nel campo dell’educazione generale e di sviluppare programmi scolastici nel campo delle (Lingue 2).

La presentazione di questi servizi sono illustrati su un altro sito “Idea”, separato da quello di Babylonia, ma ad esso collegato.

·         Gli Istituti scolastici e le Scuole di insegnamento di lingue sono, tramite i loro responsabili ed insegnanti,  i principali obiettivi del sito. Essi possono usufruire dei contenuti pubblicati per modificare e migliorare i loro sistemi di insegnamento. Essendo delle entità esistenti, non si può sapere in quale misura gli eventuali cambiamenti vengono gestiti.
Si nota però una tendenza degli istituti scolastici ad aumentare le loro collaborazioni tramite la CmC. Sono ancora in fase sperimentale e non sempre i lavori raggiungono gli obiettivi prefissati, ma è sempre un inizio promettente.

·         Con la Comunicazione mediata da Computer è oggi più facile creare nuove offerte di insegnamento a distanza, con metodi didattici adattati alle nuove tecnologie.
Aumentano le possibilità alle piccole realtà di offrire corsi particolari con classi virtuali o di fungere da tramite offrendo corsi con l’ausilio di Piattaforme d’Insegnamento.
Attualmente non è prevista alcuna promozione di questo settore attraverso il sito.

 

Riflessioni:

Nonostante si faccia molto tam-tam per promuovere l’insegnamento e l’apprendimento con le CmC, specialmente dall’alto delle istituzioni, la gente comune non ha ancora fatto il grande passo. Mancano ancora le basi cognitive per potersi affidare a queste nuove tecnologie.

Chi è nella posizione di farlo (adulti) ha ancora troppi bagagli della cultura lineare ed analogica, per potersi immergere senza fatica in un mondo ipertestuale e digitale.

Questo è un grande freno a intraprendere nuove strade, più veloci e complete.

Sicuramente le generazioni future (già i nostri ragazzini e ragazzine) non avranno questo handicap. Ma occorre creare una categorie di adulti che siano passati dalla vecchia cultura a quella nuova per insegnare alle nuove generazioni.

L’impressione è che tutto sia pronto per partire con nuovi programmi, ma mancano i viaggiatori, perché non c’è molto interesse e perché ognuno pensa di poter sopravvivere ancora con le vecchie conoscenze.

 

Occorre anche apportare dei cambiamenti alla gestione del proprio tempo. Chi lavora troppe ore e consuma tutte le sue energie nello stress di lavori ripetitivi o carichi di problemi, difficilmente avrà ancora voglia di mettersi a trafficare col computer, alla sera.

Mentre è proprio questo il vantaggio della CmC, che si può usufruire di corsi in qualsiasi momento della giornata, senza doversi spostare dal proprio domicilio, di poterlo fare nel tempo libero oppure dal posto di lavoro, come aggiornamento professionale retribuito.

 

Va anche chiarito alla massa che non c’è più professione che possa garantire un avvenire senza continui aggiornamenti alle tecnologie che si evolvono incessantemente giorno dopo giorno.

Ma questo è un problema tipico dei grandi cambiamenti.

Chi conosce il fatto della “100.ma scimmia”, sa che basta che si raggiunga la massa critica perché poi tutto il resto della comunità segua una strada nuova, senza più reticenze.

A questo punto, ma spero molto prima, un sito come Babylonia può diventare una piattaforma su cui creare una realtà socioeconomica, con persone che si dedicano all’insegnamento, alla discussione, e all’apprendimento di conoscenze linguistiche, senza frontiere.

 

 

Hagop Tatossian

Sagno, 23.9.02